Il fuoco avanza indisturbato: sopra , sotto , a destra , a sinistra. E’ il simbolo del male, di tutte le cose brutte nel mondo.
Molti sono fuggiti da un pezzo, risuonano le assordanti urla di chi non ce la può fare, si spengono troppe vite in pochi minuti.
Il lago è complice della tragedia e la luminosità delle fiamme è spezzata dalla notte scura che fa da sfondo alla scena. Sembra quasi un film ben gradito che, finito, vorresti rivedere per la seconda volta. La natura ride e gioca con noi che piangiamo…
Guardo il cielo più bello di sempre, noto stelle che prima non vedevo. Perchè ero così distratto? E’ proprio vero: sono i piccoli dettagli a rendere bella ogni cosa e a dargli un pizzico di originalità, sono i piccoli dettagli a fare la differenza tra teoria e pratica, finzione e realtà.
La vista si abbassa e tutto si scolora e muore. Sembro il solo che possiede ancora un pò di vita, il centro del mondo, la causa del suo movimento, l’ingrediente base della miscela.
Ora c’è silenzio. Mi ritrovo improvvisamente vittima di una situazione troppo irreale da poter essere ben spiegata: sono intrappolato in una bolla che sale. Corre come un razzo! Faccio il giro del mondo più veloce di tutti i tempi e poi ritorno a casa dove la bolla stufata mi scaraventa sul suolo.
Rieccomi qui, fa più caldo di prima e riesco a vedere le fiamme negli occhi. Sono belle e sensuali, le abbraccerò e bacerò, passerò l’ultima notte con loro.
